Pane, libri e fumetti

Pubblicato da Bruno Roversi il

Ero un ragazzino che frequentava la scuola elementare e fui costretto a vivere e fare i compiti in un’osteria; riuscivo a viverci isolandomi da quegli scoppi di voci, risuonanti dal soffitto ad arco. Abitavo nell’odierna via 25 Aprile, facevo velocemente i compiti e leggevo libri, fumetti che scambiavo con altri amici, e un giornale quotidiano, generalmente il Corriere della Sera. La lettura rapiva completamente la mi attenzione ed era come se fossi messo in una campana di vetro. Nessun scoppio di voci o canti da osteria che i lavoratori dei campi, (Montichiari centro era molto piccolo nel 1937 e i clienti dell’osteria giungevano quasi tutti, specialmente al mercato del Venerdì in paese dalle varie frazioni, sempre tutti a piedi) Le biciclette erano care ed erano per molti un lusso da tenere in casa. Era inconcepibile lasciarla fuori non sorvegliata.

La mia salvezza fu che, a pochi metri da casa, vi era la Biblioteca Comunale, ricca di libri: era per me il più bel negozio di giocattoli. Sceglievo libri molto grossi, con molte pagine, perché più di un volume la bibliotecaria non mi permetteva di portarlo a casa.

Avvenne che lessi tutte le novelle di Guy de Maupassant, poi tutti i libri di Emilio Salgari, e parecchi volumi zeppi di storie romantiche di altri autori dell’ottocento.

Dal 1940 eravamo in guerra; tutti i paesi europei imposero sanzioni economiche all’Italia e alla Germania le famose Sanzioni: non si poteva esportare o importare niente, ne cibi ne materie prime e tanto meno stampa, libri, o fumetti. Vi era nelle edicole il Corriere dei Piccoli e giornalini di fumetti.

L’Italia era alleata con la Germania di Hitler ed era in guerra contro l’Inghilterra, la Francia e più tardi giunsero i bombardamenti dagli Stati Uniti d’America. Sulla stampa, ma soprattutto sui muri delle case in tutta Italia, (alcuni si vedono ancora sui muri di vecchie case di paesini di montagna) si leggevano gli slogan Mussoliniani:

Libro e Moschetto: Fascista perfetto.

Se avanzo seguitemi, se indietreggio uccidetemi !

E’ l’aratro che traccia il solco, ma è la spada che lo difende!

Avanti verso la vittoria: Vincere o Morire

E la realtà 5 anni dopo superò la retorica!

Categorie: Racconti

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