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Ho avuto tante esperienze di accompagnatore per viaggi avventura su montagne e luoghi lontani ( Ladak, Kascmirkascmir, Cina, Africa, Israele, India). 5 traversate oceaniche, lanci con paracadute, salita al gran paradiso (4000 mt).
Traversata con sci del Monte Bianco, salita al Kilimanjaro (6000 metri).
Sono stato cintura nera karate shotokan e non ho mai fatto politica, forse un’esperienza fortunatamente mancata. ed ora riposo per problemi anagrafici.

Scrivo di navigazioni compiute come skipper per 20 anni e chiacchiero molto volentieri quindi scrivetemi pure!

Scrivo che il viaggio è un mito dei nostri tempi, un modo per entrare in contatto con la realtà e con noi stessi. Ma può essere anche un genere di consumo, un piatto cucinato con emozioni preconfezionate, come chi prenota in un albergo caraibico, dove fai amicizie con altri come e pasi dalla cucina per portare nelle lunghe tavole. É preferibile pensare un viaggio e viverlo come se fosse un’esperienza sempre nuova, senza pregiudizi o mode, atteggiamenti, bagaglio culturale..

Le attese, per chi viaggia da solo, sono lunghe. Si suda nei paesi equatoriali, ma è sempre un’esperienza autentica. Imparare ad esporsi alle sollecitazione che provengono dall’esterno senza averne paura, paura di persone diverse che parlano altre lunghe. La vita è un viaggio e chi viaggia vive 2 volte. 

Ma chi viaggia per molti luoghi lontani, ogni viaggio lo vive tre volte: quando lo sogna, quando lo vive e quando lo ricorda. Quando vivi in un luogo a lungo diventi cieco perche non osservi più nulla. Io ho viaggiato e poi tornato per non diventare cieco.