Mi piace ricordare ogni burrasca che ho attraversato

Pubblicato da Bruno Roversi il

Da un porto all’altro

Quanti episodi, di per se banali, rimangono impressi nella memoria; non è comodo vivere in barca, lo spazio è angusto. La casa in cui si vive si muove di continuo, ora dolcemente, ora a scossoni: va su e giù, sbanda da una parte e da un’altra. E’ facile perdere l’equilibrio, si può scivolare e farsi male, bisognerebbe sempre tenere ben saldo un appiglio, una maniglia : bisogna imparare l’arte di stare appesi, come le scimmie sui rami ( una mano per te e un’altra per il re, secondo il detto della flotta inglese ). L’uso del gabinetto con mare mosso, se si è indossata la cerata sugli abiti di lana per proteggersi dagli spruzzi della pioggia, è un’impresa, anche perché il gabinetto è per lo più angusto, e il vaso si vuota con la pompa a mano. E come si fa a cucinare gli spaghetti, far bollire l’acqua, poi scolarla, col grave pericolo di sc0ttature? Si, è bello ricordare ogni burrasca che ho attraversato, compresa quella che mi beccai in Mediterraneo, da Palermo a Cagliari. Si può fare, ma richiede doti acrobatiche, fermezza, prudenza, allenamento. La vita a bordo è incredibilmente scomoda. Perché dimenticavo di parlarne, dunque la domanda è forse più pertinente, si decide di affrontare tante scomodità, se poi ti capita un qualsiasi incidente sono cavoli amari, visto che si potrebbe farne a meno ? Rispondo: perché la scomodità fa parte del gioco. Un marinaio afferma che è lo stesso per chi si arrampica sulla vetta in montagna, quando vi sono le funivie.

Veramente, quando non avevo ancora scoperto il mare, mi arrampicavo su rocce e verticali pareti rocciose, dove non sarà mai possibile installare funivie.

Quando mi beccai di notte un forza 8, nemmeno un attimo pensai di scendere sottocoperta, nemmeno per andare in bagno: ero solo e rimasi tutta notte al timone, con le mani ghiacciate senza mai poterlo lasciare. Dopo ore di combattimento con le onde, il mare si calmò solo un poco, io mi rilassai sentendo subito un rivolo tiepido scorrere sulla mia gamba.

Categorie: Racconti

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *