Ricordi di guerra: La mia adolescenza a Montichiari

Pubblicato da Bruno Roversi il

I miei genitori gestivano un’osteria, dove vissi l’infanzia e la prima giovinezza. All’inizio della guerra – 1940 – conobbi molti clienti, militari dell’Esercito, poveri fanti del sud, che venivano a scolarsi un bicchiere di vino e sfamarsi con manciate di ceci cotti al forno, inviati in pacchi via posta dalle loro famiglie. Poi vennero i giorni dei Militi fascisti, sottufficiali alloggiati nella casa del Fascio. Arrivarono anche, prima della fine della guerra, i Tedeschi, soprattutto alcuni piloti dal campo d’aviazione di Ghedi, che entravano nell’osteria la sera. Uno di essi mi prendeva sulle ginocchia, mi pettinava dicendomi che aveva in Germania un bambino della mia età. In quel tempo l’atmosfera non inquinata era tersa e la visibilità perfetta. L’inquinamento luminoso non esisteva, perché l’illuminazione pubblica era spenta. Inoltre la notte c’era “Pippo”, piccolo aereo notturno che buttava bombette sopra il tetto e al massimo rompeva qualche tegola o vetro, quando vi era una finestra non perfettamente “oscurata”. Una luce accesa poteva essere la segnalazione per aerei nemici. Per un anno circa il motore di quell’aereo notturno, impaurendomi, impediva il mio sonno. Verso la fine della guerra passavano su Montichiari i bombardieri anglo-americani per bombardare Brescia, città industriale, dove si costruivano armi e camion per l’esercito. Lo stormo di quei grossi aerei, forse una decina, volava alto e compatto e si allargava quando era su Brescia; si vedevano chiaramente le bombe scendere e si sentiva il boato a distanza, meno di 20 Km.

Era una sofferenza, mitigata solo dalla certezza che, in quel momento, noi eravamo in salvo. Cominciava così l’epoca delle incursioni aeree e l’urlo della sirena appianava di colpo le differenze sociali: tutti gli abitanti della contrada correvano nel rifugio scavato nei fianchi della collina, un rifugio privato messo a disposizione da un generoso “siòr”. Fu un’avventura vedere al buio della sera, dal colle San Pancrazio, assieme al mio amico Beppe, le luci degli aerei tedeschi, sempre una decina, decollare dal campo d’aviazione militare di Ghedi e ricontarli al ritorno: ogni sera ne mancavano due o tre. Una sera il pilota tedesco mi pettinò piangendo: disse che toccava a lui, la notte stessa, partire in missione. Non lo vidi più. Le guerre sono sempre state la rovina di milioni di persone per la volontà di potere di poche persone.

Mi fu risparmiata, fra le esperienze di guerra, una delle più spiacevoli: la fame. Vivevo in un paese agricolo della pianura padana e mio padre, come molti, la sera col buio andava in bicicletta per cascine, in cerca di farina, patate, salame, tutto ciò che fosse commestibile, pagato a caro prezzo e con un certo rischio: nacque così la borsa nera, considerata un crimine. La fame incombeva sui valligiani, dove non c’era agricoltura: si spostavano dalle valli, giungevano in bicicletta donne con enormi borse cariche di prodotti delle loro officine: posate, utensili vari e ripartivano cariche di farina e generi alimentari. Talvolta però la Squadra Annonaria, una specie di polizia politica, attiva nelle province di Mantova e Cremona, fermava i valligiani sulla strada del ritorno e sequestrava i cibi; e quelli tornavano a casa senza nulla, felici di non essere arrestati perché non si erano accontentati di procurare il cibo con le Tessere Annonarie che, nate per garantire l’equa distribuzione delle scarse risorse alimentari, garantivano sicuramente la morte per inedia. Qualcuno ha fatto denaro con questi sequestri: una delle Guardie Annonarie, secondo la gente, aveva acquistato una magnifica casa con giardino e alberi da frutto.

.Il potere fa ricchi molti “onorevoli,” non tutti, ma sempre troppi. Forse la mia perenne allergia ai partiti politici nacque dalle notizie apprese in quel periodo della mia adolescenza. Le truppe americane erano ormai vicinissime, e tutti sapevano che la guerra era finita, almeno in Italia. Non si vedevano più militari, fascisti o tedeschi, solo “partigiani” con fazzoletto rosso o verde al collo. Ma quelli che vedevo non erano stati in montagna per la resistenza ai tedeschi, erano quelli dell’ultima ora, quelli che ho sempre visto in paese, (alcuni dei quali erano stati attivisti fascisti fino a sei mesi prima), e si davano aria di guerrieri, portavano la pistola alla cintura o il mitra a spalle. Hanno fatto una “svolta politica”, secondo l’usanza italiana. E si misero a rubare anche loro, svuotando tutto il palazzo delle scuole elementari di Montichiari, adibite a caserma dei soldati tedeschi: pubblicamente facevano uscire letti militari con materassi e coperte, scrivanie e macchine per scrivere. E nessuno poteva intervenire: erano pericolosi momenti di mancanza di protezione, la legalità era scomparsa. Essi erano chiamati, sottovoce, gli “S-partigiani”.

Fu un bel giorno quando finalmente tutto il paese corse in piazza: i carri armati delle truppe americane e le camionette sfilavano rombando sull’acciottolato, e tutti in tripudio: era la fine della guerra e della paura. Sempre nel nostro edificio scolastico si installarono gli americani e per la prima volta vidi gli uomini di colore. Ero impressionato dai loro visi neri sui quali spiccavano i denti bianchissimi, dai loro modi disinvolti. Questo è uno dei tanti ricordi della seconda guerra mondiale, che credevo dimenticati, dopo mezzo secolo di assenza da Montichiari.

Da adulto penso che l’uomo sia l’animale più feroce del nostro pianeta. Gli animali carnivori uccidono per vivere. L’uomo uccide soprattutto per avere il Potere. Questo presuppone la guerra. I dittatori, da sempre, decidono di iniziare una guerra per ampliare il loro potere provocando massacri di migliaia di persone. Altri uccidono per vendetta, o per rubare i beni di un’altra persona. La mafia, lo fa per dimostrare il suo potere. Molte volte i governi iniziano la guerra per incrementare le industrie in crisi (vedi Bush) e, per avere il consenso del popolo, raccontano atti di crudeltà ed efferatezze di un dittatore, (vedi Saddam Hussein) alcune vere e alcune inventate. Fu accusato di detenzione di armi per la distruzione di massa: una pura menzogna per poter iniziare la guerra. La TV, dopo la sua nascita, fu, e può essere ancora, un grande mezzo per la diffusione di grandi bufale.

Il massimo dell’orrore sono le guerre di religione, da sempre scoppiate, come le numerose Crociate indette da Papi cristiani, per importare migliaia di “reliquie” che erano vendute a prezzi enormi. Molti dei cosiddetti crociati andavano per rubare impunemente. In questi ultimi anni è nata un’altra guerra, mai avvenuta prima: assassini che si suicidano facendosi scoppiare esplosivi sotto la giacca, per andare in paradiso, convinti e pagati da capi che, di sicuro, non si suicideranno mai. Loro probabilmente odiano la nostra libertà di vita, e lasciamo libere le nostre donne di scegliere di vestire come meglio credono.

Categorie: Racconti

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