AIUTARE UNA BARCA IN DIFFICOLTA'

Incontri di mare ( ma anche di lago)

Veleggiare sul lago può essere esaltante, quando il vento scende forte dalle alpi innevate, da nord. Le onde al traverso cercano di entrare nel pozzetto, il sole brilla sugli enormi spruzzi di schiuma e la visibiltà è perfetta : illago di Garda si presenta allora in tutta la sua nota bellezza, con le coste verdi di ulivi e cipressi, i suoi castelli e le montagne, che degradano da nord a sud e non lo sovrastano ma fanno da sfondo al blu acceso dell’acqua, che rispecchia quello del cielo. Quando il vento termico da nord si spegne, una pausa di circa un’ora separa il momento del cambio del vento e ritorna quello del pomeriggio, una brezza piacevole da sud, non fredda, nemmeno d'inverno.
Chi volesse navigare sul Garda può noleggiare una barca a vela : in una settimana può visitare tutti i paesi più interessanti, quasi tutti hanno un porto, ognuno una attrattiva diversa, con decine di costruzioni di chiara impronta Veneziana.
E’ in uno di quei giorni, quando il vento soffia forte da nord, mentre navigo dalla costa veneta a quella lombarda, con mure a dritta, che scorgo, dal mio piccolo cabinato, una barca che fugge il vento scendendo verso sud senza vela di prua e tutta randa, nonostante i 35 nodi di vento ; un uomo sta lavorando appeso all’albero all’altezza delle crocette : probabilmente la drizza della randa si è incattivata. Vedo chiaramente la faccia del timoniere contratta dalla tensione per far rollare il meno possibile la barca: immediatamente manovro per dare acqua alla barca in difficoltà.
Il viso del timoniere mi è noto, ma non riesco a ricordarmi chi sia. Mi grida “ Grazie” e io indico l’uomo che è appeso all’albero, ma il timoniere mi fa il cenno di “tutto bene” , con il pollice in alto e passandomi vicino mi saluta con un ciao ed un sorriso, contraccambiati .
Riprendo la mia entusiasmante navigazione, ma ormai sono giunto nel porto di Maderno ,dove racconterò agli amici del Circolo della Vela la mia avventura.
Il giorno dopo leggo sul giornale :” ieri Juan Carlos, il re di Spagna, , mentre stava collaudando la sua barca da regata costruita da un cantiere del lago di Garda, ha subito una violenta burrasca
che a messo a repentaglio la sua vita e quella del suo equipaggio”. Le solite esagerazioni dei cronisti terragnoli. ( non è una parolaccia, indica solo chi non naviga ). Ma io mi sentivo orgoglioso per aver incrociato e aiutato e aver detto ciao al re di Spagna. Questo avvenne 20 anni fa, quando il Re non aveva ancora il vizio di andare a caccia di elefanti con l'amica tedesca.
Altre celebrità del passato, da Goethe a Churchill , hanno soggiornato a lungo sul lago di Garda ed il mio è un invito disinteressato e sincero rivolto ai velisti: può bastare, in estate, una deriva caricata sull’auto se non volete noleggiare una delle tante barche abitabili che si noleggiano sulla sponda bresciana. Un tempo abitavo a San Felice del Benaco. (il lago di Garda si chiama tuttora come l'antico nome: il Benaco).


 
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