Invito alla vela

Dal camper parcheggiato a pochi passi dalla banchina di Sirmione, scende un maturo signore e si avvicina all’ormeggio provvisorio della mia barca. Parliamo della bellezza di quella stupenda penisola del Garda. E’ una giornata veramente bella. Il vento viene da terra e preme sulla mia barca e mette in tensione le cime .Il signore mi confida che non ha mai provato a salire su una barca a vela, ma pensa che il mio viaggiare sia limitato dalla terra che circonda l’acqua.
“ E’ vero, convengo con lei, ma un giorno questa barca la portarò al mare, ed allora io dirò che il suo viaggiare sarà limitato dall’acqua che circonda la terra. Io potrò andare in America con la barca a vela. Lei col camper no; e lei sa che la superfice dei mari é doppia di quella delle terre emerse.
Poi, visto che il vento rinforza e arrivava dalla direzione buona, saluto, alzo le vele e, senza mettere il fuoribordo in acqua, mollo veloce gli ormeggi. La barca parte di botto e riesco in tempo a sentire lo sbalordito camperista :"Oddio, ma va senza il motore !!" .
L’idea delle le vele e del vento che possono far camminare una barca furono per il signore una scoperta stupefacente. Ma non è stato il solo.
Anch’io, la prima volta che provai a salire su una barca a vela, e fu da solo, mi meravigliai di potermi muovere solo con la brezza che increspava le calme acque del lago. Un misto di ansia, stupore e gioia mi accompagnava mentre mi allontanavo dalla costa. Poi l’ansia sparì e rimase solo la gioia di navigare, il piacere di sentire il canto dell'acqua che si apre alla prua della barca e vedere la scia che ci segue.
Mi è rimasto ancora, da allora, dopo tanti anni, lo stupore di spostarmi sull’acqua col vento, anche con grandi barche pesanti parecchie decine di quintali, piene di cose, come il frigorifero e la cucina, le stoviglie e le cabine coi letti ; insomma una casa, piccola ma accogliente,che mi porta a conoscere altra gente in luoghi lontani, persone che parlano in altre lingue e vivono in climi diversi. E non occorre acquistare un biglietto per andare, non occorre cercare un ristorante per nutrirmi, un albergo per dormire : la mia casa è con me. Il paragone con una chiocciola non é per nulla appropriato.
E sempre mi domando come taluni navighino con barche che vanno solo col gasolio, con potenti motori. Non riusciranno mai ad assaporare il piacere dell’andare, solo quello dell’arrivare, per non sentire più il continuo rombo dei motori e gli schianti della carena piatta, necessaria per poter correre veloci. Il vento invece ti regala la gioia di godere del silenzio della navigazione a vela. Ed è un rincorrersi di ricordi e di progetti, di momenti di rilassamento o di tensione, così come decide il mare. Lascio che mi porti il vento, là dove voglio andare, solcando il mare, dove non ci sono segnati confini, non svolte obbligate, solo il cielo che lontano tocca l’acqua.
Se il vento non vuole che io vada ora, aspetto, più tardi lui mi accompagnerà, amico e complice della mia voglia di scoprire cosa c’è oltre l’orizzonte. Qualche mio amico sostiene di essere troppo dinamico per restare confinato in pochi metri per lungo tempo. Ma non ha mai provato ad andare a vela. A bordo ti muovi in continuazione, perché il vento è il combustibile e le vele sono il motore, ma sei tu che le devi manovrare per portare la barca alla meta, sei tu il comandante che traccia la rotta sulla carta nautica. A nessuno dovrai chiedere dove si trova la strada per raggiungere un porto, basta interrogare la bussola e le carte nautiche. Non sono le hostess dell’aereo che ti portano il cibo precotto e riscaldato, ma ti cucini un piatto di pasta fumante e mangerai nel vento, non nel cupo rombo dei reattori respirando aria riciclata. E quando arrivi nel porto ti senti stanco ma soddisfatto. Potrai affrontare altre avventure a terra ma non saranno mai appaganti come quelle che vivi in mare. Solo con una barca a vela puoi fare il giro del mondo sostando dove e quando si vuole.


 
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