PUERTO AYORA isole GALAPAGOS

Immagina un villaggio, in un’isola brulla distante oltre 1000 Km. dal continente, dove gli abitanti vivono di un turismo particolare, e i visitatori possono arrivare, in numero contingentato, solo in aereo o con grandi navi – i più avventurosi con barche a vela - poche barche con 3 o 4 persone, per la semplice ragione che dall’Europa si affronta un viaggetto di 5 o 6 mesi; per tornare in Europa si naviga verso la Polinesia, Nuova Zelanda, Australia, Indonesia, mare Arabico, mar Rosso, Mediterraneo navigando per altrettanti 5 o 6 mesi. In pratica il giro del mondo. Ho avuto molta fortuna a giungere in questo villaggio delle Galapagos due volte, la prima partecipando alla regata Panama-Galapagos tornando in aereo via Quito, capitale dell’Ecuador, dove ho dovuto sostare tre giorni e ho potuto farmi un’idea, seppure vagamente, del popolo equadoregno. E’ uno dei popoli, credo il terzo nella graduatoria, di quelli che hanno il “Pib” prodotto interno di benessere, il sostituto del Pil, nonostante la povertà. Sono ottimisti, sono contenti di ciò che hanno. La seconda volta parto dall’Italia a bordo della barca a vela partecipante al Rally organizzato dalla R.A.F. Royal Air Force, per il giro del mondo a vela passando dai canali di Panama e di Suez. E’ stata una lunga e intensa esperienza nautica e soprattutto umana.
Nelle due tappe dove i dirigenti della RAF incontrano gli skipper delle 30 barche ( a Panama e Tahiti ) ho conosciuto gli altri skipper e relativi equipaggi. Un intenso scambio di esperienze che ognuno di noi aveva vissuto; esperienze di navigazione e di contatti con persone di lingue e nazionalità diverse, nei luoghi in cui si trascorreva il tempo dedicato al controllo della sicurezza dell’ imbarcazione e il rinnovo delle scorte di cibo. Solo nei casi delle poche tappe avevamo contatti diretti fra equipaggi. Per dozzine di giorni intorno alla barca vi era solo l’oceano e si viveva in sintonia con le albe e i tramonti, le notti il brillio delle stelle è splendido per la purezza dell’aria e senza altra compagnia che i rari uccelli d’alto mare, i delfini e il tenue rosso della bussola che permette di controllare la rotta. Ora la mia vita errante è conclusa, mi rimangono i ricordi.
Da due anni il mio libro, “ Racconti di mare e di terre lontane” è stato pubblicato, ma ora altri vivi e nostalgici ricordi riaffiorano e li pubblico su face book.

Per altri racconti: www.brunoroversi.com


 
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