L' ISOLA DI MALTA

Su Malta il vento soffia e fischia sulle sartie delle barche ormeggiate nel porto. Aspettando che il vento cali entro in un bar per interrompere la mia solitudine: tre ragazzi m’indicano la sedia vuota al loro tavolo e mi offrono una birra. E’ piacevole incontrare connazionali in una serata invernale, che mi informano di essere in albergo in attesa del passaporto con visto per la Libia; lavorano come tecnici su una piattaforma petrolifera al largo della costa libica. So che è come essere su una nave ancorata su un fondale, ma con tante luci e un rumore forte e continuo mentre un colpo di sirena assordante urla ad ogni minuto per evitare alle imbarcazioni di passaggio nel buio o nella nebbia di schiantarsi contro l’enorme traliccio di acciaio che sostiene l'alta piattaforma. Lavorarci sopra per lunghi periodi non è certo una vacanza,la paga è molto buona.
Mi propongono di andare a sud di Malta in un Casinò: “Abbiamo noleggiato una macchina, se vuoi venire .” Va bene, andiamo ma temo che per entrare necessitino giacca e cravatta. Un abbigliamento che in barca a vela non esiste.” “ Andiamo, nemmeno noi siamo attrezzati, tentiamo”. A Malta, ex colonia inglese, v’è la guida a sinistra oltre che la lingua inglese. E’ buio e nelle curve del lungo mare le luci delle auto che incrociamo lampeggiano: ogni tanto il guidatore tende a portarsi sulla destra e sono brividi di paura. Paura che si acquieta solo nel parcheggio del Casinò. Il portiere ci indirizza verso un’entrata attigua dove si può giocare alle sloting-machine.
Dalla cassiera protetta da una inferriata acquisto tre gettoni con 12.000 lire italiane; il primo gettone infilato in una delle tante macchinette mi fa vincere : uno scampanellio con luci colorate si fa sentire ma nel cassetto delle vincite non cade proprio nulla. Guardo la cassiera che, nonostante il fracasso senza interruzione, non fa una piega. Io non mollo la postazione e poco dopo si avvicina una signora con pelliccia- un’altra giocatrice- solidale che probabilmente aveva esaurito il suo badget, e avverte la cassiera che finalmente chiamare il direttore. Personaggio distinto che con fare cerimonioso mi dice che ho vinto ben 199 lire maltesi. Mi chiede il nome e il passaporto e mi dice di passare alla cassa per riscuotere in lire italiane: 760.000 lire. Non sapevo che la lira maltese era al cambio 4.000 lire italiane.
Festeggio la vincita insperata e regalo alla sig.ra in pelliccia gli altri 2 gettoni e ai ragazzi italiani, che hanno esaurito i gettoni, offro una bottiglia di Champagne.
La breve avventura di gioco è finita, non avevo mai giocato denaro, non credo alla fortuna e penso sia stato un caso, non ho più giocato.


 
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