SONO LE STELLE, le AMICHE DEI MARINAI.

Nelle notti al timone contemplo le stelle e mi sento un fortunato mortale che ha lasciato la terra abitata da bipedi affannati, che corrono al distributore per fare il pieno al motore: il giorno dopo affronteranno le code in autostrada per il weekend in spiaggia. Chi sul mare naviga, non vede la tele né legge i giornali e non sente parlare di politica, della corruzione e di quel figlio di buona donna che ha rubato “legalmente”, secondo la legge che lui ha creato. Quando giunge la notte le stelle sono una benedizione divina per il navigante.

Scendo a farmi un caffè e torno al timone: libero e con tutto il mare e il cielo solo per me. Uno sguardo a Orione, e contemplo le stelle mie compagne di viaggio: in quel vasto universo la distanza della Terra dal Sole, otto minuti luce, cioè miserabili 150 milioni di Km. appare un’inezia rispetto alla distanza della stella polare, che dista 470 anni luce, mi rendo conto che io calcolo la rotta sulla sua posizione, sapendo che ha impiegato circa 5 secoli per arrivare a me; e magari lei è finita, scomparsa da 2 o tre secoli. Queste riflessioni quasi mi fanno credere nell’esistenza di un Dio.

Un consiglio di letture di avventure di mare e vele: i libri di Patrik O’Brian, ( addirittura 19 )i primi due sono “Primo Comando” e “ Costa sottovento” entrambi narrano le gesta della nave da guerra inglese “Surprise” e del comandante Jack Aubry col suo amico dott. Maturin che diventano personaggi indimenticabili, come D’Artagnan, Sherlock Holmes. Un film con Russel Crow "Master and Commander" descrive mirabilmente la vita a bordo delle navi di guerra nell'epoca napoleonica.


 
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