ENTRATA A RISCHIO

Piccole avventure in mare.

C’è burrasca a Gibilterra e decido di entrare nel porto di Sotogrande, un piccolo marina poche miglia prima.
Accendo il motore ausiliario (6 Hp) e lascio issata la randa, la vela più importante in questo caso: le onde al momento di girare la punta della diga foranea, saranno al traverso e potrebbero spingere la barca sulla spiaggetta sottovento. Il motore servirà dentro il porto quando Alberto, il mio secondo, ammainerà velocemente la randa. La manovra è seguita dalla spiaggia con curiosità e interesse da un gruppo di ospiti del marina, mentre un’onda enorme
è in arrivo e alza la barca; è il momento di entrare, accelero al massimo e la barca veloce come un surf è al riparo della diga foranea. La nostra tensione si allenta e sentiamo un applauso dai marinai dalla spiaggia.

Dopo l’ormeggio torniamo sulla spiaggetta e apprendiamo che gli ospiti del marina, quasi tutti pensionati inglesi, erano appunto in attesa per vedere se qualche barca con quelle onde sarebbe entrata o, come è successo più volte, sarebbe finita “on the beach” . Gli inglesi sono scommettitori ma non hanno fatto in tempo a scommettere.
La sera, dopo la cena andiamo nell’unico bar del marina e il barista ci chiede: siete arrivati oggi ? Chi è il comandante ? Alberto indica me e il barista mi dice “ muy valiente, senor “.
Invece fui “ muy “ fortunato.
Spiaggiare con una barca a vela con quelle onde significa perdere la barca e arrischiare la vita.


 
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