La TV a Montichiari. IL TRENO


Negli anni della guerra, 1940 – 45 la Farmacia di Montichiari in Piazza ( dove ora vi è un bar gelateria ) esponeva in vetrina ogni settimana la copertina della “LA DOMENICA DEL CORRIERE” disegnata a colori da Achille Beltrame, dove appariva un soldato che cadeva combattendo contro il nemico, oppure un pilota italiano che affrontava più aerei nemici. Una didascalia narrava l’avvenimento. Spesso i protagonisti del paginone erano personaggi di cronaca nera.
Era in pratica la TV di allora e gruppetti di persone sostavano davanti alla vetrina commentando l’illustrazione del disegnatore.
In quegli anni io, ragazzino dodicenne, accompagnato da mio zio Remo, ero in uno scompartimento del treno di 3° classe, sedili in legno e le porte d’ingresso o di uscita dal treno in ogni scompartimento, un po’ come certi treni del Wèst americano.
A pochi km. dall’arrivo mio zio disse “ fammi posto”, prende la valigia sul portapacchi e io mi appoggio con le spalle alla portiera, non chiusa bene dall'uscita precedente e mi trovai con le braccia roteanti all’esterno del treno in corsa. In meno di un secondo nel mio cervello rividi il paginone della Domenica del Corriere su cui anni prima vidi due suore nella mia identica condizione che vennero risucchiate sotto il treno.
E in quel secondo pensai che sarei morto ed ero ansioso di vedere Gesù che mi avrebbe giudicato e sempre in quel secondo mio zio molla la valigia e riesce ad afferrarmi per il giubbino e tirarmi in salvo. Mi disse che ero bianco in modo impressionante, ma penso che anche lui lo fosse.
Ho sperimentato in anni lontani la velocità del pensiero, che si ripresentò da adulto nel primo lancio con paracadute, dopo un corso teorico durato due mesi all'ANPI di Brescia, dove ero stato informato di tutti i particolari necessari per il lancio e tutti i casi di emergenza che avrei potuto incontrare : contare i 5 secondi prima di mettere in uso il paracadute d’emergenza e tutto quello che poteva capitare sbagliando il conteggio mentre cadi nel vuoto e moltissime cose memorizzate in tante ore di lezioni.
Dopo il salto fuori dell'aereo, quando arrivò il momento di contare i 5 secondi, mi vennero in mente tutti, ma proprio tutti,gli innumerevoli casi possibili che potevano capitare. Fu per me la riprova che la cosa più veloce al mondo è il pensiero, forse più veloce della luce.


 
Condividi su Facebook