UN INCONTRO IN ATLANTICO

. E’ il mio turno al timone, gli altri dell’equipaggio stanno pranzando, e vedo nell’immenso azzurro un uccello bianco giungere da prua, snello con una coda lunga e sottile, che passa a pochi metri dall’albero della barca: l’inaspettata visita nell’oceano e la testina inclinata per guardarmi con l’occhio risaltato da un esile contorno nero come fosse bistrato, mi colpisce e il mio entusiastico “CIAO” allarma l’equipaggio che da sotto nella dinette mi chiede se sono impazzito:
Venite a vedere! Corrono in pozzetto e insieme lo salutiamo sbracciandoci.
Sembra incredibile ma l’uccello bianco con gli occhi bistrati ci accompagnò per tre giorni: tornava ogni tanto e planava qualche giro intorno all’albero, poi si allontanava per pescare e per dormire sulle onde, come tutti gli uccelli d'alto mare.
In patria mi sono informato: l’uccello si chiama Fetonte, lungo un metro compresi i 50 centimetri di coda, pesca sotto il pelo dell’acqua buttandosi in picchiata, va a terra solo per la nidificazione su scogli e isolette non raggiungibili da animali o persone.
Non voglio umanizzare questo stupendo animale, ma il fatto che abbia invertito la sua rotta per noi e che sia rimasto con noi per tre giorni, per poi riprendere il suo viaggio,senz'altro motivo che stare con noi, posso definire questo comportamento "commozione" come è stata la nostra.
Per i "terricoli"(non è un insulto, significa solo coloro che non vivono sul mare) può sembrare un forma di r
omanticismo ma è invece la solidarietà tra chi per natura o per scelta propria vive la libertà assoluta contemplando ogni giorno il sorgere del sole con tutti colori dell'alba e dell'aurora e ogni sera i colori del tramonto e l'immergersi del sole nel mare.


 
Condividi su Facebook