VISITARE IL LIMBO

Racconto di pura fantasia.
Non ricordo come sono giunto su questo deserto pietroso. Mi sento leggero, senza peso e attorno vedo solo sassi, sassi all’infinito. Le mie mani emanano una luce azzurra, piacevole. Anche la forma di quello che fu il mio corpo é immerso in quella luce.
Ma io sono vivo come prima dell’incidente, ora ricordo : navigavamo nella notte con una barca a vela ed ero sceso sotto coperta per farmi un caffè, mentre gli altri due amici dormivano. Prima di perdere i sensi udii appena lo schianto della barca, probabilmente contro un container che galleggiava semisommerso. Capita che durante una burrasca un cargo li perda in mare.
Mi rendo conto che sono solo trapassato, non morto. Questa constatazione mi rende felice. Una grande fortuna, alla mia età avanzata, aver lasciato la vita terrestre in modo indolore e improvviso, evitando il solito ictus, il cancro, l’infarto, od uno dei mille altri accidenti, di solito seguiti da cure dolorose: in fondo servono solo a prolungare una vita che non vale la pena di essere vissuta.
Ora la mia mente è lucida e ricorda nitidamente la vita trascorsa dentro il vecchio corpo che ora vedo bello, circondato da un alone azzurro. Qualcosa di simile all’Aura, citata in vari testi orientali. Anche i miei compagni di viaggio, Armando e Ben, sono qui, avvolti nell’azzurro.
“Bruno, mi dice Armando, cosa è successo ? Non c’è più la barca e abbiamo perso tutto quello che c’era a bordo, i soldi e i vestiti, i documenti, il telefonino. Come facciamo a tornare a casa ? “
Anche Ben è preoccupato: i suoi tentativi di palparsi dove un tempo aveva le tasche sono molto divertenti. Vedo la cosa con allegria:
“Ragazzi, non preoccupatevi, non ci occorrono soldi, documenti e telefonino. Allegri, non siamo morti, solo trapassati ! Stanotte, quando voi dormivate, siamo affondati ed ora siamo nell’altro mondo ! E’ tutto da scoprire”.
“ E cosa possiamo scoprire” dice Ben ”si vedono solo sassi". “ Mah” rispondo“ visto che il luogo è, come dire, anonimo, desertico, sembrerebbe il Limbo, termine che avevamo appreso da bambini, durante le prime lezioni di catechismo: luogo per i neonati morti prima di ricevere il battesimo.
Essi non andavano all’inferno perché non avevano avuta la possibilità di peccare, ma neppure in paradiso. Così sta (stava) scritto: luogo dei non rigenerati dal battesimo che toglie il peccato che Adamo ed Eva avevano commesso, ricaduto su tutta l’umanità, colpa impersonale che vieta la visione beatifica di Dio. Avevo letto, nella divina Commedia, che il limbo era abitato : dal nostro padre Adamo, dai patriarchi, dai profeti ed i re dell’Antico Testamento, quindi Noè, Mosè, Abramo, Davide, Giacobbe, Isacco, che però furono liberati e portati in cielo da Cristo, quando fece la sua comparsa nel limbo. Vi rimasero invece, non redenti, i poeti greci e latini, quindi Omero, Ovidio, Orazio, Lucano, i filosofi: Socrate, Platone, Aristotele, Democrito, e altri. Gli eroi: Ettore, Enea, Cesare, Camilla, Elettra. Mi sembra che, se questo è il limbo, dovremmo avere una buona compagnia, anzi forse questo luogo è preferibile al paradiso, dove sembra non resti che volteggiare con gli angeli nella luce accecante di Dio. Pare che la teologia cattolica abbia smesso di parlare del limbo, lo ignora del tutto, forse l’ha abolito. Un commesso di una libreria di testi religiosi, alla richiesta di avere un libro sul Limbo, mi guarda con fare un poco altezzoso” “Signore, il limbo è una nozione non più in uso, la teologia si ammoderna ed é al passo con i tempi”. Questo uso di fare o disfare quelle che, a me fanciullo, furono inculcate come “Verità “ di fede, verso la maturità mi fecero dubbioso.. Cominciai a riflettere sulle ”fedi” in genere. Tutte le religioni propongono “verità” assolute. Forse maliziosamente, penso che la concorrenza, anche in questo campo, sia accanita. I miei amici, più pragmatici e meno polemici, mi dicono " "Dai Bruno, taglia corto, andiamo a scoprire come è fatto questo posto. Potrebbe essere un “Aldilà” tipo paradiso, simile a quello terrestre. Quest’aura azzurra promette bene”.
Forse incontreremo Dio che ci renderà ragione di tutti mali che inflisse agli umani e sarà Lui a spiegarci finalmente la ragione di tutto.


 
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