LA VECCHIAIA

Non sono triste perché non c’è più la giovinezza.
Mi scoccia solo un poco quando i giovani mi guardano con espressione sprezzante quando vedono le mie mosse incerte.
Colui che rischia e fallisce può essere perdonato. Colui che non rischia mai e non fallisce mai è un fallimento completo.
Questo è stato il dono + grande: Vivere.
Ho potuto conoscere l'aria, la luce del sole e quella della luna, le montagne impervie, dove ogni chiodo che tu infili nelle fessure della roccia deve poterti sostenere qualora tu cada volando in braccio alla morte. Ho visto il volo degli uccelli, ho sentito per tanti giorni e notti il rumore delle onde e lo scroscio della burrasca. Ricordo la gioia di raggiungere altri continenti con una barca spinta dal vento. Sulle isole ho conosciuto l'ombra degli alberi. Nella mia vita ho conosciuto l'amicizia e l'amore, la solitudine e la gioia.

La vecchiaia non è che un piccolo scotto da pagare.
Amo il mio passato. Amo il mio presente, non mi vergogno di ciò che ho avuto: la giovinezza e la maturità, quando il giorno del mio settantacinquesimo compleanno vissi l’ultima traversata atlantica.
Il canto del viandante
“Sulla vetta dei monti è quiete/ Tra le foglie degli alberi/ Non sentirai più un sospiro. / Gli uccelli tacciono nel bosco/ Aspetta ancora un poco. Presto/ Riposerai anche tu.”
Poesia di Goete

Mi piace questo canto e poichè non sono un poeta è come se leggessi :“Sulla cresta delle onde è quiete,/ tra un refolo e un altro/ Non sentirai più il sospiro del vento./ Le Vele tacciono sul mare/ Aspetta ancora un poco, Presto/ Riposerai anche tu.”
Bruno Roversi


 
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