ATTEGGIAMENTI POSITIVI E ALTRI NEGATIVI

Un atteggiamento che ritengo importante è rappresentato dalla capacità di saper trarre gioia e felicità anche dalle piccole cose e non vivere con la perenne attesa di tempi migliori. Non significa accontentarsi, fregarsene e/o vivere alla giornata. Significa non aspettare il futuro per essere felici, fermo restando la consapevolezza che siamo noi a costruirci il nostro futuro un giorno alla volta.
Il rischio è lo spostare sempre più in là il momento in cui saremo felici: quando avrò un posto di lavoro fisso, quando guadagnerò di più, quando avrò una famiglia, quando avrò comprato la nuova macchina, quando andrò in vacanza, quando mi sarò laureato, quando avrò più soldi, ecc. Pensate ad esempio a quante persone vivono con l'ossessione del denaro, accumulandolo a più non posso senza mai fermarsi per tutta la vita e vivendo con la perenne sensazione di essere poveri. E oggi?
Già oggi, se ci pensiamo bene, siamo un popolo benestante, abbiamo la tessera sanitaria, siamo fortunati e con tanta bellezza intorno a noi, rispetto agli abitanti dell’Africa, che rischiano la vita per venire in Europa. Già pensare a questa nostra vita ci dovrebbe riempire di gioia.
Sarebbe altrettanto bello impegnarci per aggiungere ulteriori gioie alla nostra vita.
Sarebbe un po' come quando si va in montagna, se colleghiamo la nostra gioia solo al momento in cui saremo arrivati in cima, rischiamo di limitare la nostra gioia e la nostra felicità a quei pochi minuti in cui saremo giunti in vetta.
Perché questi due ultimi condizionali, questi due “Sarebbe” ? Quest’ultimo periodo non è rassicurante: attentati suicidi in nome di una religione che spinge soggetti instabili, non integrati nell’Europa, per motivi vari tutti da scoprire.
Fa parte del nostro bene cercare di aiutare quelli che non abbiamo mai considerato. Abitiamo sul pianeta Terra, dove i miliardi di abitanti aumentano in maniera enorme : nel 2010 la popolazione della terra era di 6,9 miliardi, nel 2020 saranno 7,7 nel 2030 sono previsti 8,4 miliardi, nel 2040 9,0 nel 2050 9,5 miliardi. In poco tempo si giungerà a non aver più acqua dolce per le immense quantità di erba che serve per allevare animali.
In pochi anni vi è stato un notevole all’aumento della temperatura del pianeta a causa del nostro stile di vita: coltiviamo gran parte dei nostri terreni con enorme consumo di acqua per produrre cibo per l’allevamento intensivo degli “ animali da carne“ che noi mangiamo. Lo spreco dell’acqua e l’aumento del consumo di carbone e lo smog provocato dalla circolazione dei mezzi di trasporto aumenta la temperatura della terra: il livello del mare continua ad aumentare. Basta cercare su internet i nomi e i dati forniti dalla giornalista Milena Gabanelli, di Report, che cita numeri e nomi di politici che incrementano anziché cercare di controllare gli sprechi, e sentire le ragioni di Margherita Hack, la scienziata che è stata vegetariana per tutta la vita perché lo erano i suoi genitori, e lei, fino agli ultimi anni della sua vita lavorativa, faceva anche 100 Km al giorno in bicicletta e ha partecipato a gare sportive di un discreto livello, senza mai mangiare cadaveri, come lei diceva. C’è un elenco preciso sui paesi che più sprecano. In testa sono gli Stai Uniti, in scala l’elenco scende fino all’India, paese che è quello che meno consuma carne al mondo. Senza considerare i moltissimi stati africani che sono alla fame per guerre e dittatori feroci.
Anche in Europa mangiamo la carne, ma ora le persone più sagge, specialmente i giovani, sanno che stiamo sprecando acqua potabile per mangiarla.
I meno giovani, anche quelli più acculturati, cercano di rimandare “ più avanti” la decisione di diminuire l’abitudine a mangiare carne, pur sapendo che danneggiano anche la loro salute e quella dei loro figli e discendenti.
I nostri antenati erano cacciatori e raccoglitori di frutta. La vita media era meno di quarant’anni. Non coltivando ed essendo il mondo di allora pieno di animali era per loro facile, prima col bastone e poi con l’arco, ucciderli e mangiarli, arrostendo la loro preda, dopo la scoperta del fuoco.
Sono d’accordo che ci sono argomenti più pressanti in questi anni, ma cambiare
le nostre abitudini di alimentarsi deve avere un inizio, prima che sia troppo tardi.
Anche chi non ha mai volato in aereo sa che l’inquinamento da CO2 degli aerei di linea e da trasporto merci è enorme. Un esperto tedesco, Hans Fuchs, ha calcolato che, per assurdo, solo un passeggero dell’aereo emette CO2 quanto la sua auto di media cilindrata per un anno intero.
Questo abbozzo di previsione di quantità di CO2 emessa dai voli aerei, dev’essere moltiplicata per il numero medio dei passeggeri dei voli di lungo o medio raggio, cioè dai 180 ai 300 posti.
Io, cresciuto in tempo di guerra, sono stato nutrito con polenta e coniglio arrosto, per molti anni. Ora mangio una volte alla settimana polenta con arrosto di carne. L’alimentazione è varia con formaggio, frutta e verdure varie , pasta e pane fatti in casa con farine particolari. Con due galline posso bere un paio di uova alla coque nella settimana. Pochissimo vino rosso mescolato con acqua.




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