Il Kashmir

Viaggio in Kashmir
Decidiamo di partecipare ad un pellegrinaggio religioso che ogni anno, nel plenilunio di agosto, sposta decine di migliaia di fedeli Induisti alla GROTTA DI AMARNAT, che si trova a circa 4000 metri di altitudine alle falde della catena Himalaiana. Da Delhi giungiamo con vari mezzi al punto di partenza oltre a quale è possibile spostarsi su sentieri solo a piedi o a dorso di mulo. Cinque giorni di cammino pernottando in accampamenti di tende preparati per il pellegrinaggio.Ci accorgiamo che siamo gli unici europei che si aggregano a questo straordinario cammino. Per visitare la grotta molti indù , alcuni a giunti a piedi nudi, camminano sui piccoli nevai che persistono anche in agosto.
Da ottobre questi passi saranno impraticabili per la neve alta. Gente arriva addirittura dallo Srilanka (ex Ceylon). Sembra incredibile percorrere tutto il subcontinente indiano a piedi per visitare, dopo mesi di cammino, la grotta di Amarnat , il cui suolo è di ghiaccio solido, e guardare per pochi minuti uno stalattite di ghiaccio che dicono rappresenti il fallo del Dio Shiva. E’ chiamato Lingam, Nell’ultimo tratto del sentiero che sale a serpentina fra le rocce un militare in divisa regola il traffico che durante il plenilunio diAgosto, ogni anno è percorso da milioni di fedeli.
Qualche invalido è portato a spalle da quattro uomini su una portantina costruita in casa, un telo e due grossi rami.
Entrando nella grotta, devo togliermi gli scarponi (quel luogo è sacro) e cammino sul ghiaccio per pochi metri. Poi mi fermo davanti al “Lingam”: è una striscia di ghiaccio che spunta da una fessura in fondo alla grotta. In alto una goccia d’acqua che alimenta il “fallo”. Siamo in agosto, ma nonostante abbia le calze dopo qualche minuto mi avvio all’uscita:il freddo ai piedi si fa sentire. All’uscita un santone col dito colorato con nero fumo stampa il terzo occhio sulla fronte a tutti i pellegrini che in ringraziamento mettono dei soldi in mano al pio e bene in carne santone. Io ringrazio solamente. Mi riprometto di dare l’elemosina ad altri poveri che vanno scalzi sulla montagna. Ritorniamo nel luogo dove iniziammo il pellegrinaggio e con un treno ci dirigiamo verso un luogo di riposo: sul lago Dhal, dove sappiamo si noleggiano le haus-boat. Nel lungo viaggio in treno sono seduto di fronte ad un giovane indiano che mi chiede se voglio giocare a carte ed accetto. Si mette sulle ginocchia una valigia e giochiamo a scala 40 per un poco ma la curiosità di sapere da parte di entrambi chi siamo, capire le nostre diverse culture induce a parlare. “ tu non hai studiato molto a scuola” mi dice l’indiano, “ il tuo inglese non è molto buono”. Mi viene in mente che generalmente la maggior parte del popolo indù chiama tutti i bianchi English. e durante i lunghi anni della colonizzazione britannica la materia più insegnata era appunto l’inglese.
Debbo spiegare all’incredulo che all’ovest non c’è solo l’Inghilterra , ma molti altri popoli ognuno di lingua diversa e l’insieme di questi popoli si chiama Europa. Gli assicuro che l’inglese non è la mia madre lingua e, quando gli dico che non amo particolarmente gli Inglesi, gli luccicano gli occhi e quasi vorrebbe abbracciarmi.
Giunti sul lago Dahl affittiamo una house-boat. Sono state costruite dagli inglesi perché leggi locali proibivano costruzione in terra. La casa galleggiante che affittiamo è lussuosa, pavimenti ricoperti di tappeti, un bagno con una vasca grandissima con acqua dolce che scorre abbondante, basta aprire il rubinetto.. Ciò mi incuriosisce e salgo sul tetto: un contenitore di lamiera ed una pompa a leva fa salire l’acqua del lago. Una breve immersione sotto la chiglia mi fa vedere due tubi messi a trenta centimetri circa: uno è quello che aspira l’acqua per il bagno e per la cucina, ed ha l’imboccatura avvolta in una reticella come filtro, l’altro è lo scarico del water. Bambini stanno giocando con un pallone un specie di partita a pallanuoto..ci accorgiamo che il pallone era il gonfio cadavere di un cane. Il ragazzino che fa da cameriere viene subissato da raccomandazioni tipo: fai bollire l’acqua per il tè almeno per 10 minuti.
Quello ci guarda con manifesta commiserazione :Yes sir. Ma da allora tutte l mattine facciamo noi il tè e facciamo bollire l’acqua anche per lavarci i denti.
Con barche colorate , dallo scafo stretto che ricorda le gondole, arrivano ad ogni ora del mattino i venditori ambulanti di fiori, altri con bilancia a stadera che vendono di tutto: frutta, pane, birra, hascis, cambio valute. Al pomeriggio, pur essendo al nord dell’India, fa troppo caldo.
Altre barche piccole sono usate per trasporto di ghiaia: cariche fino a navigare semisommerse. l’uomo che in piedi le fa avanzare con un solo remo sembra cammini a fatica sull’acqua. Una bimba col remo dalla pala a forma di loto cerca di vendere un fiore che tiene in mano.
L’atmosfera stagnante del lago porta gli abitanti ed i turisti ad un rilassamento totale, disturbato solo alle ore buie del mattino dal disco gracchiante del minareto. Voce registrata del Muezzin che invita i credenti alla prima preghiera della giornata.Un giorno , rompe barbaramente il silenzio il rombo di un vecchio motoscafo e si accosta alla nostra house-boat.Il Kashmiro ci offre la possibilità di fare sci nautico e ci mostra gli sci di legno fatti in casa: due pezzi di gomma inchiodati senza alcuna possibilità di stringere il piede, perché la gomma è stata ricavata da un pezzo di pneumatico: accetto per rompere la monotonia ma subito mi accorgo della precaria stabilità dei due legni e subisco un bagno non molto igienico nelle acque del lago.
Torniamo sulla house-boat e siamo di nuovo avvolti nell’atmosfera sonnolenta e piacevole di quel luogo. Il giorno dopo torniamo a Delhi, la città dei contrasti: riscio’ bicicletta con il paria, l’intoccabile che pedala e come un taxi porta a spasso re ragazze dell’India benestante. L’incantatore di serpenti e centinaia di migliaia di persone che sopravvivono giorno per giorno nella miseria, le mucche sacre che intralciano il traffico.. Un indù mi spiega che le mucche sono sacre perché danno il latte, come la mamma. Ho chiesto se latte che vende col tè è di mucca: No, questo è latte di bufala. Quella non è sacra? No, quella non è una mucca !
Sull’aereo che ci riporta in Italia sono seduto vicino ad una ragazza italiana scalza e vestita all’indiana. Accanto a lei il padre: con accento emiliano mi racconta “sono venuto a ritirare la mia zingara: le è scaduto il passaporto ed è stata espulsa”. La ragazza mi informa che appena avrà rinnovato il passaporto tornerà in India, dove si trova bene, la gente è gentile e buona e lei si guadagna da vivere dipingendo personaggi religiosi indiani sulle pareti delle povere case. Disprezza la civiltà occidentale. Stiamo volando sul deserto e sotto si vede un impianto petrolifero di una regione del medio oriente e , le faccio notare che senza la tecnologia occidentale che produce gli aerei ed estrae quel petrolio dal deserto non avrebbe avuta la possibilità di arrivare in India.
Finalmente si interessa “ma come fa ad esserci il petrolio sotto la sabbia ? ” Il viaggio aereo è lungo e mi impegno a spiegarle che millenni prima c’erano foreste in quel luogo e dopo lunghissimi cambiamenti climatici le piante sepolte si sono trasformate in altre materie fino a trasformarsi in depositi di petrolio. Lei sorride e dice: “ma quelle sono cose di cento anni fa ! “
Taccio e dopo mezz’ora mi chiede che cosa ho visto in India: “ tra le altre cose ho visitato la grotta di Amarnat “.I suoi occhi luccicano “beato lei che ha visto il Lingam, come la invidio. Andrò anch’ io un giorno a compiere quel sacro pellegrinaggio.” Il padre che ha seguito in silenzio il nostro parlare mi guarda con rassegnato sorriso..


 
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