VENEZIA

Una potenza commerciale vive di notizie, nel Cinquecento i giornali come li vediamo noi non c’erano ancora, ma la Serenissima per avere informazioni in anteprima, si era inventata la diplomazia moderna. Aveva messo in piedi una rete di ambasciatori e consoli senza pari a cui si ispirerà la diplomazia britannica ( ma non quella italiana ). La prima ambasciata stabile del mondo è veneziana, istituita a Roma nel 1431. I rappresentanti della repubblica presso la Santa Sede risiederanno a Palazzo Venezia, desinato a diventare tristemente noto in tutto il mondo per via del balcone a cui si affaccerà Benito Mussolini.
Chissà se Shakespeare sapeva che proprio a Rialto nasce quello che viene considerato il primo periodico della stampa della storia. Lo concepisce un agente di cambio, Panfilo Brancacci, che, in accordo con due dei maggiori editori dell’epoca, Jacopo Giunti ( Ho scoperto che ancora esiste un editore Giunti ) e Bonifacio Ciera, comincia a stampare le quotazioni dei cambi e i prezzi delle merci “ su sottili strisce di carta che potevano regolarmente essere legate alla normale corrispondenza “. Qualcosa di ben diverso da un periodico come lo intendiamo noi oggi, ma con le caratteristiche di essere stampato e di uscire a scadenze precise.
Venezia, la più bella città del mondo. I suoi abitanti doc sono diminuiti: nel 1500 erano 150.000 ed era la seconda in Europa, dopo Londra. Ora vanno diminuendo, ogni giorno qualche abitante se va. Celebre per i suoi cantieri, i suoi monumenti celebri, la sua fama soprattutto come la capitale del libro. Alla domanda: dove è stato pubblicato il primo Corano in arabo ? Il primo Talmud ? Il primo libro in armeno, in greco o in cirillico bosniaco ? Dove sono stati ,venduti il primo tascabile e il primo bestseller ? La risposta è sempre e soltanto una: a Venezia. Nella grande metropoli europea hanno visto la luce il primo libro di musica stampato con caratteri mobili, il primo trattato di architettura illustrato, il primo libro pornografico, i primi trattati di cucina, medicina, arte militare, cosmetica, trattati geografici che anno permesso al mondo di conoscere le scoperte degli spagnoli e dei portoghesi aldilà dell’Atlantico.
Venezia era una multinazionale del libro, con le più grandi tipografie del mondo, in grado di stampare qualsiasi lingua la metà dei libri nell’intera Europa. Committenti stranieri ordinavano volumi in inglese, tedesco, ceco e serbo. Appena pubblicati venivano diffusi in tutto il mondo. Bisogna tenere presente due cose: il libro era un oggetto carissimo e solo una piccola parte di ricchi poteva permettersi di acquistarli. L’altra è che l’analfabetismo era enorme.
Aldo Manuzio è il genio che inventa la figura dell’editore moderno. Prima di lui gli stampatori erano solo artigiani attenti al guadagno immediato, che riempivano i testi di errori . Manuzio si lancia in progetti a lungo termine e li cura con grande attenzione: pubblica tutti i maggiori classici in greco e in latino, ma usa l’italiano per stampare i libri a maggiore diffusione. Inventa un nuovo carattere a stampa, il corsivo. Importa dal greco al volgare la punteggiatura che utilizziamo ancora oggi: la virgola, il punto e virgola, gli apostrofi e gli accenti. Nel Cinquecento a Venezia si inventa quasi tutto quello che noi conosciamo del libro e dell’editoria. La Serenissima resterà la capitale dei libri finché la Chiesa, che considerava la libertà di stampa un pericolo, non riuscirà a imporre la censura dell’inquisizione. E la libertà di stampa cercherà nuovi rifugi nelle città del nord.


 
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