LE PERSONE CHE AMMIRO

Ecco le persone che ammiro e vorrei che gli amici condividessero con me:
Persone esemplari per un loro splendido rapporto con il mondo. Come Marco Bertoletti, ex tornitore e assicuratore fiorentino, che ha fondato un’azienda cui si affidano i maggiori marchi del mondo per le loro borse (da Cartier- a Hermès – a Prada) e assume malati di tumore, disabili psichici e pensionati, pagando le gestanti quasi due anni di stipendio “purché restino a casa”. Il suo è evidentemente un buon investimento, considerato che ha visto crescere il fatturato dell’11 %.
Nuovi “giganti” che si ispirano alle tre virtù indispensabili per ogni buona vita: ”La serietà, la dignitas e la pietas”. Valori ufficiali difficili da coltivare, specie se si parte con un tremendo svantaggio, come è toccato a Bruno Carati, di Castelseprio, nel Varesotto, la cui vicenda è diventata uno spettacolo teatrale. Tetraplegico dalla nascita, dipinge senza mani e ha mantenuto la famiglia (anche la moglie è priva dell’uso del braccio destro) con i suoi quadri senza mani “rinunciando alla pensione d’invalidità assoluta a cui aveva diritto. Segno di rigore morale eccezionale, in un paese che di pensioni false si contano a migliaia.
Altro caso, quello di Pietro Gamba, operaio divenuto medico che 25 anni fa, ha scelto di andare con la moglie biologa a vivere sulle Ande, a 3200 metri d’altitudine, dove ha aperto un ospedale per curare i Campesinos che non avevano alcuna la possibilità di curarsi.
Altra vicenda esemplare, quella di Daniele Kihlgren. Suo nonno creò la Ericsson e salvò molti ebrei dalle deportazioni naziste; lui, abbandonato a due anni, dopo un’esistenza spericolata tra droga e Aids, ha comprato borghi diroccati e spopolati tra l’Abruzzo e Matera ( in Italia così ce ne sono 2 mila ) e li ha fatti rivivere trasformandoli in alberghi diffusi in quelle zone. Risultato: posti di lavoro e di conseguenza rilancio dell’anagrafe locale.


 
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