UN MONDO MARINO CON L'hi-tech.

Sta per salire in superficie una megattera. Schiuma, masse d’acqua in movimento e poi il soffio, alto alcuni metri, ne annuncia l’emersione. Non ci sono barche nei dintorni, non ci sono flash impazziti di turisti. Un unico testimone: il drone Snot Bot. È quello che accade nell’ambito di un progetto di monitoraggio delle popolazioni di mammiferi marini promosso dall’organizzazione Ocean Alliance. Il drone fissa immagini, ovviamente straordinarie: ecco le balene come non le abbiamo mai viste. Ma soprattutto, posizionato sopra il soffio emesso dallo sfiatatoio raccoglie, da quella nube umida, prezioso materiale biologico, fondamentale per un’approfondita analisi delle condizioni dell’animale: Dna, infezioni, stress, livelli ormonali. Non più gommoni che rombano attorno, non più invasivi prelievi di lembi di tessuto. Un passo avanti straordinario da moltissimi punti di vista. Si raccolgono molte informazioni senza arrecare disturbo e particolare impatto agli esemplari. Il drone incamera anche dati ambientali. Insomma i ricercatori hanno a disposizione un set di dati affidabili, senza interferenze e soprattutto possono rilevare un numero maggiore di individui, rispetto a quanto si potesse fare recandosi di persona in loco. La salvaguardia dei mammiferi marini può disporre di conoscenze più ampie e precise. Anche lo studio del comportamento delle balene può beneficiare di questa tecnologia. Su un drone si possono, ad esempio, installare idrofoni per registrare segnali acustici così importanti per la vita sociale di moltissime specie. È quello che si fa anche in gruppi di ricerca nazionali ed europei, come assicura il professor Gianni Pavan dell’Università di Pavia che da anni si occupa di acustica subacquea. La tecnologia sempre più apre a un’inaspettata visione del mondo degli oceani. Ricerche recentissime sull’impatto di Sonar militari in ambito marino hanno fatto scoprire ad esempio che lo Zifio, mammifero marino affine ai delfini, arriva a 2.992 metri di profondità per oltre 137 minuti. L’hi-tech ci regala davvero un mondo marino come non l’avremmo mai immaginato.


 
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