A PROPOSITO DI FARI

A proposito di fari.

Parecchio ho saputo sulle origini della "Lanterna” di Genova : un mio cliente genovese che ogni anno mi assumeva come skipper per raggiungere con la sua barca di 14 metri in Mediterraneo, quasi sempre di 15 giorni e principalmente alle Baleari. Mi ricordo che per il volo di ritorno in aereo dall’aeroporto di Genova in prima classe: non avevo notato questo particolare e fui sorpreso quando la hostess mi accompagnò al mio posto in prima classe. Riflettendo durante il breve volo da Genova a Linate mi ricordai che quando entrammo di notte nel porto di Palma di Maiorca, con mare formato e forte vento lui andò in pallone ed io lo pregai di lasciarmi fare, e quando fummo al riparo della diga gli detti il timone e preparai le cime di ormeggio da buttare all’equipaggio di una barca che era scesa in banchina di notte, come sempre succede tra velisti e lui mi fu riconoscente perché gli lasciai il merito di apparire un ottimo skipper: fece una bella figura al timone. Nei periodi di navigazione mi rese edotto sugli usi e mentalità dei genovesi. Aveva la conoscenza profonda della sua città e della mentalità dei suoi concittadini, mi informò quando toccava a loro il compito di fare la guardia al faro: sembrava che parlasse di qualche decennio prima. Invece descriveva avvenimenti del medioevo. Era un appassionato della sua città, anzi ne era la memoria storica. Mi sciorinava date che non potevo certamente scrivere e lui meli scrisse, visto che mi interessava tutto ciò che parlava di navigazione, di porti e anche di fari.
La prima torre pare sia stata costruita intorno al 1128, su uno scoglio che sorgeva dal mare e che un fuoco di steli secchi di erica e ginestra fosse continuamente alimentato sulla sua cima per imbarcazioni cariche di mercanzie. Genova era già un porto troppo importante per non essere provvisto di un qualsiasi segnale che si chiamava Lanterna come da sempre viene chiamato il Faro di Genova, ma per certo già nel 1129 un decreto ripartiva tra gli abitanti del circondario il compito di fare la guardia armata alla città mentre ai che facilitasse l'avvicinamento. Dai registri dell'autorità marittima dell'XI secolo risulta che niente veniva tralasciato per la cura e la manutenzione della torre e che ogni nave in arrivo doveva pagare una tassa che contribuiva a coprire queste spese.
Molte sono le traversie che deve affrontare la torre prima di diventare quella che noi oggi conosciamo. Nel 1316 diventa ufficialmente un faro, nel 1318 rimane coinvolta nella guerra tra Guelfi e Ghibellini e subisce danni alle fondamenta, ma solo nel 1321 vengono effettuati lavori di consolidamento. La prima lanterna fu installata sulla sua cima nel 1326, alimentata a olio d'oliva, e nel 1340 lo stemma di Genova venne dipinto su una facciata. È del 1371 la prima immagine della Lanterna, disegnata a penna sulla copertina di un manuale del "Salvatori del Porto", dove si trovano anche registrate le spese sostenute per l'illuminazione del faro e le nomine dei guardiani. Attorno al 1400 la torre veniva usata anche come prigione e vi furono rinchiusi per 10 anni gli ostaggi di un re di Cipro: Jacopo Lusignani con la moglie che in una piccola stanzetta diede alla luce il figlio Giano. Queste persone furono più tardi liberate dal Doge Leonardo Montaldo, ma viene da pensare come può essere cresciuto quel bambino, sospeso tra mare e cielo, cullato dalla musica delle onde e terrorizzato dall'infuriare delle tempeste che squassavano il faro, tra quelle mura umide e fredde.
Tra storia e leggenda la Lanterna sfida il tempo. Si sa che nel 1405 i guardiani del faro erano sacerdoti e che per questo sulla sua sommità vennero innalzati un pesce e una croce, simboli cristiani; nel 1413 un decreto dei "Consoli del Mare" stanziò Lit. 36 per la gestione del faro, ormai considerato indispensabile per la sicurezza della navigazione, includendo anche le paghe dei guardiani e stabilendo le multe per quelli che non avessero portato a termine il loro compito con diligenza. Due volte, nel 1481 e nel 1602 la Lanterna fu colpita dal fulmine che provocò danni alla sommità. Tra le leggende, una racconta che nel 1449 uno dei guardiani del faro era Antonio Colombo, zio paterno del più celebre Cristoforo.
Un'altra truce leggenda narra che nel 1543, quando la Lanterna raggiunse la sua forma definitiva, l'architetto che l'aveva progettata fu gettato dalla cima della torre perché non potesse mai più eguagliare una simile costruzione. È facile raccontare la storia della Lanterna perché le sue "avventure" sono state registrate dalle varie Autorità Marittime che si sono succedute nei secoli: i "Consoli del Mare", i "Salvatori del Porto", i "Padri del Comune e Salvatori del Porto" e i "Conservatori del Mare". Dunque, nel 1543 la Lanterna ha finalmente raggiunto la sua forma definitiva e sulla sua sommità venne posta una nuova cupola che subirà diverse modifiche e riparazioni nel corso dei secoli. Amen.
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