Skipper disattento.

Siamo in California. Una barca a vela, a poche miglia da Redondo beach, sta solcando le acque. A bordo uno skipper seduto a prua, gli occhi sullo schermo dello smartphone tra le sue mani. Nulla di strano, una normale postura e una normale attività che ormai ci appartiene e che ci troviamo ad assumere ovunque siamo e ovunque — a volte pericolosamente — andiamo.
Siamo però lungo le coste californiane, importante rotta di migrazione di grandi cetacei, di diverse specie di balene, che si muovono stagionalmente da nord a sud a scopo riproduttivo e alimentare. C’è un turismo che è fiorito intorno a questo, perché moltissime persone si recano in quelle acque per avvistare quegli straordinari mammiferi marini. Ed eccone uno affiorare, lì, a fianco di quella barca.
L’enorme groppone grigio di una balena si staglia sulla fiancata bianca della barca. E possiamo immaginare — e ci pare quasi di sentire — il frastuono sordo delle masse d’acqua, i gorgoglii, i soffi, gli sbattimenti di quel grande corpo.
Lo skipper è lì immobile. Non vede nulla, non sente nulla, non si accorge di nulla. Il fotografo Eric Smith immortala la scena e la passa ai social network. E tutto il mondo guarda, commenta, sorride, si scandalizza, mi piace, non mi piace….
Eppure è un fenomeno che accade al cervello. Anche al nostro cervello, di 1.500 grammi, fatto di milioni di cellule nervose, densamente impacchettate e di fittissime connessioni neuronali. Si chiama tecnicamente «filtrazione degli stimoli» ovvero la soppressione di percettività di certi stimoli per concentrare tutta l’attenzione a favore di altri.
Un esempio di una sperimentazione condotta sul gatto ci aiuta a capire. Un gatto posto davanti ad un metronomo sente il regolare ticchettio dell’apparecchio come rileva il tracciato di un elettrodo che gli è stato applicato dietro l’orecchio. Se si mostra all’animale un topolino, il ticchettio non è più percepito, il tracciato diviene piatto. Lo stimolo evocato da un possibile boccone ha «silenziato» ogni altro stimolo, catturando totalmente ed esclusivamente l’attenzione del gatto.
Può darsi che per quello skipper la presenza di una balena a fianco della sua barca sia un fatto accaduto molte volte.
Ma non credo, e comunque è uno spettacolo troppo grandioso l’emersione di un mammifero marino, lì a pochi metri. Era irrinunciabile quella chat e il suo cervello ha «filtrato» ogni altro stimolo.


 
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