LA MIA VITA IN UN MARE DI SOLITUDINE


« La cosa più bella? Alcuni colori. Li vedi solo in acqua. A certe latitudini cogli delle sfumature che ti sembrano quasi irreali. Veri quadri». Giovanni Soldini volge lo sguardo all' orizzonte. Cerca il fotogramma che gli è rimasto impresso nell' anima. Quello che non lo ha mai più abbandonato e che lo accompagna in ogni avventura in giro per i mari del mondo. Solo, con la sua barca a vela. Si volta, tira l' ennesima boccata all' ennesima sigaretta,e conclude: «Sì,è così. Il verde della Patagonia, il bianco ghiacciato di Ushuaia, davanti a Capo Horn. Ecco, sono luci e ombre che non trovi altrove. Ti riempiono lo spirito, restituiscono un senso all' esistenza. Ti fanno superare la tua solitudine». Il velista italiano più famoso del pianeta va per mare da quando aveva 16 anni. Spesso in solitario. Una condizione difficile, quasi impossibile. «Devi trovare un tuo equilibrio», spiega, «devi metterti in pace con te stesso. L' adattamento non è semplice ma alla fine ci riesci. Certo, dipende molto dal tuo carattere. Quando stai in mare ti misuri e ti sfidi. Paure? Molte, è normale. Come gli attacchi di nostalgia, i momenti di solitudine fortissima che ti aggrediscono e ti sfiancano». > SEGUE «Sei sottoposto a continue prove di resistenza - ammette Soldini - Ma è una cosa molto bella. Si crea un rapporto speciale tra te e la barca. Fai tutto tu, nel tuo modo, lasci andare le cose. Diventi molto metodico e insieme molto sensibile. Imparia sentire la barca, ascolti la sua voce. Entri in sintonia e finisci per stabilire un rapporto che non è solo materiale. Anche quando sei mezzo addormentato, stravolto dalla stanchezza, quando cucini sballottato dalle onde, quando ti chiudi sotto coperta, con lo scafo che sfrecciaa 20 nodi, e leggi qualche pagina di un libro. Ecco, in quei momenti senti di non essere solo. Lei, la barca, è sempre lì, con te. È una persona. Si lamenta, si entusiasma. E ti aiuta. Mi è capitato spesso di affrontare mari in burrasca, avvolto dalla forza della natura e sentire uno strano rumorino. Scoprivo magari che c' era un tirante che si stava rompendo. Qualcosa di importante, impossibile da capire normalmente. Era lei, la barca, che mi avvertiva. Mi salvava la vita. Come una persona»
Conosco la solitudine di Giovanni Soldini, le sue emozioni sono le mie, la mia esperienza non ha raggiunto la sua, ma la poesia di Giovanni Soldini è la mia poesia. Sono felice pensando al mare con sue notti stellate e le burrasche che ti impegnano portandoti oltre i limiti della fatica.


 
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