SGOVERNANTI NOSTRI

Per troppo tempo il nostro Paese, nel rapporto con la natura, è stato «sgovernato». Ignorando quanto già avvertiva Leonardo da Vinci: «L’acqua disfa li monti e riempie le valli, e vorrebbe ridurre la terra in perfetta sfericità, s’ella potessi». Dando la colpa delle alluvioni alla malasorte o addirittura alle streghe, come nel 1493 quando i mantovani bruciarono viva una poveretta accusata di una piena del Po. Scacciando come mosche fastidiose i ricordi delle tragedie che dovevano essere di monito. Pretendendo di imprigionare le acque come a Messina dove i 52 torrenti del territorio comunale sono stati per la metà intubati. E tagliando via via i fondi per il rischio idrogeologico. Ridotti l’anno scorso a 30 milioni di miserabili euro. Briciole.
È da qui che bisogna ripartire. Dobbiamo tornare a governare la nostra terra. Proprio perché è bellissima e fragile. Perché è unica al mondo. Perché riparare i suoi guasti con un grande progetto e grandi investimenti potrebbe essere l’occasione per sfilarci dal collo il nodo scorsoio della crisi. Come potrebbe l’Europa sbatterci i suoi No in faccia su un tema come questo?


 
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