PENSIERI SUL DENARO.

. Il fascino della sua storia.
La prima testimonianza del denaro proviene dall’antico Egitto , nel 2130 a.C. quando un governatore scrive una biografia in cui si parla del “tesoriere del re, amico unico, sacerdote lettore e capo dell’esercito” . Il tesoriere è “colui che ripone” oggetti speciali, da nascondere e difendere; protegge un tesoro formato da beni di grande valore, che i re usa per ottenere altri oggetti.
E’ uno dei primi esempi conosciuti di scambio tramite oggetti di valore. Richiama alla mente la prima e mondiale forma di commercio: il baratto, una semplice forma di scambio di beni. Con il baratto si può per esempio cedere una mucca in cambio di tessuti, oppure una capra in cambio di ferro con cui forgiare una spada, oppure di raccogliere prodotti della natura con altri che hanno origine in zone diverse; in definitiva si possono usare oggetti nuovi o di consumare cibi sconosciuti. In certe zone remote della Nuova Guinea non si usa denaro e gli scambi sono fatti con prodotti della natura o semplici manufatti artigianali.
Dal baratto si è giunti al denaro, strumento di scambio dal valore simbolico: non un oggetto di uso pratico- per vivere- come si direbbe oggi, ma un mezzo con cui acquistare altri beni. Ben presto nasce un’istituzione civile, un luogo in cui depositare il denaro. Le banche esistono già nell’agorà di Atene, nel tempo di Socrate. La più celebre moneta romana d’argento è il denarius , termine da cui deriva i denaro. Nell’era moderna è diffusa la frase ”i soldi non fanno la felicità”.
Un politico inglese, James Cameron, ha proposto un nuovo indicatore con cui valutare non la ricchezza, ma la felicità di una nazione. Facendo riferimento al Pil -prodotto interno lordo,-sarebbe il Fil - felicità interna lorda –( lorda significa la media, come il Pil ) da intendersi come benessere sociale, personale e culturale, gioia di vivere e divertirsi. Cameron non si è limitato alle dichiarazioni, nel 2010 ha ufficialmente avviato il censimento della felicità affidando l’incarico a un’importante esperta , Jil Matheson. “Ammettiamolo”, ha affermato il premier britannico, ”dobbiamo concentrarci non solo sul nostro prodotto interno lordo, il benessere non può essere calcolato unicamente in termine di soldi, il benessere dipende anche dalla qualità della nostra cultura e dalla forza delle nostre relazioni”. In poche parole sarebbe come iniziare un nuovo umanesimo. Vedremo i risultati del censimento inglese.
L’errore è quando il denaro diventa un valore quando determina la misura di tutte le cose. Se un oggetto non ha un prezzo non vale nulla.. Le banche fino a non molti anni fa erano considerate come cattedrali. Io, per un breve tempo, andai a fare l’impiegato in una banca, giacca e cravatta. Gli impiegati , soprattutto il direttore, erano considerati appartenenti a una élite privilegiata. Ora sono tallonati, stressati dalla produttività : ma che cosa producono ora le Banche ? Non distribuiscono soldi alle imprese, investono sui debiti dello stato. Penso che alla fine della seconda guerra mondiale gli italiani erano chiamati i “giapponesi d’Europa”: fabbriche grandi e piccole producevano di tutto ed esportavano in tutto il mondo. Mio padre rimase disoccupato dopo la crisi bancaria delle banche americane nel 1929 che si trascinò in Europa. Come successe pochi anni fa; ancora dalle banche americane. Ora spero che il nuovo governo sappia convincere la Merkel ad accettare nuove dilazioni. Ci va di mezzo anche l'Unione Europea.


 
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