Vita da viaggi avventura.

UNA VITA DA SKIPPER.
Questa è la presentazione del mio libro di viaggi della Professoressa ROSANNA FERRARONI del mio libro di viaggi. " Racconti di mare e di terre lontane"

Qualche anno fa lo scrittore Aldo Busi,riferendosi
ad un paio di scarpe con immagini geografiche, disse di avere il mondo ai suoi piedi”.
Oggi, parlando di Bruno Roversi,possiamo dire, a ragione, che ha il mondo alle sue spalle.Nel suo studio, infatti, campeggia una grande
mappa, a tutta parete, del mondo intero,costellata di mille chiodini d’argento che segnano le rotte percorse nella sua lunga carriera di giramondo.
Dopo i primi convenevoli passiamo istintivamente al tu,come succede nei
rifugi alpini, e gli chiediamo come sia nata in lui, monteclarense e di conseguenza uomo di pianura, la passione per il mare.
«A cinquant’anni-ci racconta- ho smesso di fare l'impiegato di banca
ed ho iniziato a navigare, prima per hobby. poi per lavoro, e mi sono dedicato corpo e anima a questo per me nuovo sport». Osserviamo la carta: i chiodini partono dal Mediterraneo e si dilatano per i tre oceani, con diramazioni varie, circumnavigando isole e arcipelaghi, traversando oceani.

«Ho fatto la prima traversata atlantica nel 1983, come membro d’equipaggio. Le successive
le ho fatte come skipper. Durante la quinta, come consulente dello skipper, tra il 2007 e il 2008, ho compiuto settantacinque anni»

Bruno Roversi con “il mondo alle spalle”, incalzato dalle nostre domande, continua il suo racconto, parlandoci di altri viaggi, come il rally che l’ha portato nel Pacifico, dopo una turbolenta traversata del mar dei Caraibi e l’avventuroso passaggio di Panama, per raggiungere le isole Marchesi.
«Dopo le isole Galapagos abbiamo navigato ininterrottamente per 27 giorni, su una barca di 14 metri» -prosegue-, e mentre parla ci accorgiamo dalla sua
espressione che non è più lì con noi, nell’intimo tepore del suo studio: il suo sguardo va oltre gli alberi del giardino ormai brulli per spaziare in chissà quali grandi orizzonti che affiorano dai suoi ricordi. Una breve sintesi la possiamo
godere anche noi, attraverso le immagini che scorrono sullo schermo del computer.
«Guardando la carta, si notano chiodini d’argento anche sulla terraferma, in zone impervie dell’Asia e dell’Africa -chiediamo ancora-; come spieghi questo
“tradimento” del mare?» Bruno abbozza un sorriso e continua la sua narrazione vagando dall’Africa alla salita al Kilimangiaro, alla scalata
del Gran Paradiso, dalla traversata del monte Bianco con gli sci al lungo viaggio attraverso la Cina, come accompagnatore turistico.
«In Cina ci siamo spostati in treno e in aereo -ribadisce- e in qualche occasione anche in bicicletta. A quel tempo, poi, i cinesi che parlavano inglese erano rarissimi, i cartelli stradali erano tutti in caratteri cinesi, senza traduzione in altre lingue, per cui ti lascio immaginare le difficoltà di
comprensione che abbiamo dovuto affrontare!».
«Di tutti questi viaggi avrai certamente ricordi belli e altri meno piacevoli. Avrai incontrato persone di tutti i tipi, anche strani; avrai provato sensazioni indimenticabili.
Ci racconti qualcosa? , chiediamo ancora. Roversi ci pensa un poco, poi riprende: «Potrei parlare di Renato, un veneziano incontrato in Corsica, al
porto di Propriano. Sessantenne, sdentato, fumava in continuazione,
gettando cicche e cenere dappertutto. Lo rividi dopo cinque anni a Las Palmas. Seppi da una sua lettera che aveva raggiunto Puerto Mogan, alle Canarie, ma, quando volai a Gran Canaria da un'altra isola dell'arcipelago
per godermi qualche giorno di sole sulla sua barca, appresi che era morto di tumore solo qualche giorno prima del mio arrivo».
Negli occhi di Bruno passa un velo di malinconia, ma si riprende subito per descriverci uno strano svizzero che viaggiava in solitaria su un otto metri, e
che, nel caldo torrido di Panama, sfoggiava un fantastico paio di scarponi da montagna! E dopo tanti anni di mari e di oceani non può cancellare dalla sua mente il ricordo di un bagno nel Mar Morto, da dove uscì come una statua di sale.
La vita di giramondo di Bruno Roversi si è conclusa dopo venticinque anni di continue peregrinazioni:ora è tornato alla sua terra natale e la sua attività di
skipper si limita a lunghe e piacevoli escursioni sul Garda, in compagnia degli amici ritrovati.

ROSANNA FERRARONI
Giornale Eco 1-12-2009 13:46 Pagina 8

 



 
Condividi su Facebook