UN BRANO Dal libroI EDUCAZIONE (IM)POSSIBILE.

Un brano che condivido dal libro: L’Educazione (Im)possibile. Di Vittorino Andreoli.

Nel vocabolario dello stupido manca il termine “perché”. Egli non percepisce il dubbio, non ha un senso critico, non mostra interesse per i temi della società, semmai li strumentalizza a favore dei propri.
Ci sono attività in cui bisogna essere stupidi per avere successo, e non ho paura di affermare che oggi l’espressione somma della stupidità è la politica. Il politico ama l’elogio e non percepisce neppure il rimprovero e la critica, a meno che siano espressi da un nemico, in tal caso sono attesi, scontati. Si circonda di cicisbei che gli dedicano poesie, canzoni, elegie.
Lo stupido è affettivamente una nullità, perché pensa di non aver bisogno dell’altro, anzi, è convinto che tutti gli altri abbiano bisogno di lui. E la dimostrazione sarebbe la sua scalata al potere.
L’ascesa della stupidità impedisce alla saggezza di emergere, alla ragione di servire davvero a vivere.
Sono sempre più numerosi gli stupidi sapienti, gli idiots savans, gli uomini e le donne che usano la lingua correttamente, tengono un libro nella borsa, ripetono frasi difficili ascoltate da altri idiots e così decorano la stupidità come lupi vestiti da pecora o come sepolcri imbiancati.
Il sapere diventa una recita, una sorta di trucco applicata senza stile e con la totale mancanza di senso estetico e di charme.


 
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