DEMOCRAZIA ALL'ITALIANA.

Persino i berlusconiani affermano che il loro leader è un democratico.
Il concetto di Democrazia, in gran parte degli italiani non è stato purtroppo recepito. Dovremmo prendere esempio, non solo noi, ma anche la Germania e altri stati europei, dagli Inglesi.
Lo stato più democratico d’Europa è l’Inghilterra: li ci sono solo due partiti, - rimasti sempre due, non per disposizione di legge, ma perché gli elettori non ne vogliono altri - uno un po’ più progressista e l’altro un po’ più conservatore, che di solito dopo una o due legislature si scambiano le parti: una che fa il Governo e l’altra che fa l’opposizione.
La parte che va al governo, ci va con un programma chiaro e sotto la guida di un leader noto e stimato dagli elettori. Essa può avere nei suoi cinque anni di legislatura, qualche crisi nel caso, per esempio, di un ministro che non si mostra all’altezza del compito e che viene perciò sostituito. Ma per cinque anni governa, sotto la guida dello stesso leader e dagli uomini da lui scelti.
La nostra costituzione, nel 1947, non pose limiti al numero dei partiti perché, siccome il partito fascista li aveva aboliti, la democrazia (intesa all’italiana) consisteva nell’ammetterli tutti. Spuntarono partitini a profusione, come le margherite nei prati. Chi propose un limite di sbarramento del 5% dei voti venne tacitato da fascista. Insomma la “seconda repubblica” impose per legge la riduzione a due soli partiti o “coalizione di partiti “, con i risultati che vediamo da allora: i partiti -sia pure con qualifica di “gruppi”, “cespugli”ecc.- si sono riformati più numerosi di prima. Ora, nel 2013, le cose sono peggiorate, ma la vocazione a dividerci sempre e su tutto per il nostro “particulare”, noi italiani ce la portiamo nel DNA


 
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