SBARCO - il terzo- IMPREVISTO IN MAROCCO.


Prima della traversata dell’Atlantico si fa tappa a Gibilterra, porta d’uscita dal Mediterraneo. Si fa il pieno dell’acqua dolce, e tutto il necessario per cibare l’equipaggio. ( Vedi foto di Gibilterra , un lembo d’Inghilterra nel mio sito brunoroversi.com ). Gigi, un cliente di Rossetti, del quale ero l’aiuto, si era imbarcato in Italia, stava benone e faceva i suoi turni al timone. Il giorno prima della partenza per le Canarie, chiede a me l’ora prevista dell’inizio navigazione. “Penso nel pomeriggio di domani, verso le 13,così che quando viene la notte saremo al largo, lontani dal traffico di navi che passano dallo stretto di Gibilterra e fra una settimana saremo a Las Palmas, la capitale delle Canarie”. “Sai Bruno, non mi sento troppo bene e sono incerto se proseguire o tornarmene a casa”. “ Gigi, se non stai bene non arrischiare, in alto mare non ci sono ospedali... Consulta un medico qui a Gibilterra. Hai tempo tutto il giorno. Poi deciderai domani in mattinata”. All’ora della partenza Gigi m’informa che era solo un piccolo malessere ormai superato e decide di imbarcarsi. “ Sei sicuro ?” “Sto bene, parto con voi.” La lista dei turni al timone è pronta, rifornimenti della cambusa pure e si lasciano gli ormeggi. L’equipaggio applaude i delfini nelle 2 ore di navigazione nello stretto, ed essi, stimolati dagli applausi con voci e battimani, si esibiscono in piroette. Sono numerosi nello stretto, per la quantità di pesce che le correnti d’acqua portano dall’Atlantico. Scende la sera. Il mio turno di notte finisce alle ore 05. Tocca a Gigi, innesto il pilota automatico scendo:” Gigi, tocca a te” . Non risponde. Lo scuoto leggermente e lui sussurra “ Portatemi a terra, portatemi a terra”. Tocco la sua fronte sudata e lui mi dice che sente un dolore allo sterno. Sveglio Rossetti e lui impreca:” porca miseria, vai a fare il punto e trova il porto più vicino “. " Siamo a 140 miglia di Casablanca, facciamo rotta ?" "Per forza". Giungiamo a Casablanca la mattina seguente.. Gigi siede in pozzetto con aria affranta: avvertiamo il comandante della Capitaneria che arriva in pozzetto, parla con Gigi e lui scuce un biglietto di 100 dollari: dopo mezz’ora giunge il permesso di sbarco: Gigi è accompagnato in taxi con già prenotato il primo volo da Casablanca- Ginevra,in partenza fra 2 ore. Poi da Ginevra sarebbe rientrato in Italia.

Dopo il mio ritorno a casa, Gigi mi telefona: “ Bruno, il medico mi ha detto che era una cosa passeggera, ora sto benissimo. Anzi, ho intenzione di acquistare una barca.” Ho pensato, come gli altri dell’equipaggio, che il suo malessere era dato dalla paura dell’oceano, il pensiero di un mare così enorme lo ossessionava, mentre in Mediterraneo era sereno e divertito. Così è talvolta la psiche umana.




 
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