GENTE CHE VIVE IN BARCA ( a vela naturalmente)

Quando partiamo per un lungo viaggio, abbiamo solamente due certezze. La prima è che il nostro destino cambierà. La seconda è che non possiamo mai sapere dove ci porterà. Il destino ha deciso di portarmi sul mare e ora vivo in barca a tempo pieno. Ci sono migliaia di persone che lo fanno e non sono tutti ricchi o in pensione. In questi anni ho incontrato un arcobaleno di giramondo: ventenni e ottantenni, poveri e ricchi, coppie etero e gay, intere famiglie, con tanto di gatto o cane. La mia amica Nancy che vive in Australia ha cinque figli a bordo, tre dei quali sono nati in barca. Ormai non mi stupisco più quando incontro bambini e ragazzi che non sono mai andati a scuola ma hanno un bagaglio culturale da far invidia. Oltre alla mamma/maestra, questi giovani imparano dal mare, dagli animali, da persone che spesso non parlano la loro stessa lingua. Stando con loro mi stupisco sempre della loro maturità. Sono responsabili, autonomi e lavorano duro. Scalzi, abbronzati, sani e sorridenti. Sono anche molto intraprendenti, organizzano giochi e feste a riva, scrivono articoli per il giornalino locale, costruiscono una capanna e la battezzano "circolo nautico". Due bambini che ho conosciuto si guadagnano la paghetta mensile vendendo conchiglie o sassi dipinti. Un giorno hanno guadagnato addirittura 73 dollari che hanno investito portando i genitori a cena fuori!

Dal punto di vista finanziario è molto più facile sopravvivere in mare che a terra. Non ci sono bollette, tasse, bolli da pagare. Noi due per esempio viviamo con 800 euro al mese, mantenimento della barca incluso. Alcuni spendono molto di più, altri molto di meno. Chi è in pensione generalmente non ha problemi, i giovani invece devono essere intraprendenti. C'è chi vende o affitta il proprio appartamento, molti lavorano via internet, altri ancora di tanto in tanto lavorano in porto. Molti lavorano per sei mesi per poi viaggiare l'altra metà dell'anno. Non posso negare che l'instabilità finanziaria sia una componente di questo stile di vita. Ma è una scelta. Se vuoi la libertà, accetti l'instabilità.


 
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