GENTE CHE VIVE IN BARCA


Quella era la vita che avrei voluto sciegliere all'inizio del mio andar per mare.
Ho passato i miei ultimi 25 anni in viaggi avventura accompagnando persone, poi navigando per mare e oceani. Scrivo il racconto di una donna che è partita da sola per girare il mondo.


Oggi la mia vita è radicalmente diversa da quella di una volta. Ciò che una volta erano eccezioni, oggi sono regole, e le regole di ieri sono diventate eccezioni. Non sto parlando di cambiamenti evidenti come quello di avere una barca invece di una casa e di viaggiare per continenti lontani. Parlo di quelle piccole cose di ogni giorno che ormai mi sembrano "normali", ma che fino a poco tempo fa rappresentavano una novità. Per esempio: addormentarmi ogni sera ammirando il cielo stellato. Oppure essere svegliata alle tre del mattino dall'atterraggio di un pellicano sulle draglie accanto a me. O ancora il fatto che mai un cambio di vento passa inosservato. Non solo non ho più la macchina, ma nemmeno ricordo quando ne ho guidata una l'ultima volta. E poi ci sono le date: a scuola erano importantissime. Ora invece, se me lo chiedete, non ho idea che giorno e spesso nemmeno che mese sia. L'anno scorso mi sono completamente dimenticata di festeggiare la Pasqua. Insomma, in mare decido come passerò la giornata... in base alle previsioni meteo.

Credo che i vicini di casa mi crederebbero matta se un giorno portassi le mie abitudini a terra. Qualche esempio? Lavo le stoviglie in acqua di mare. Non cucio abiti, ma vele. Bevo l'acqua piovana. Parlo spesso con i gabbiani. Al mattino, per prima cosa controllo il barometro. In ogni momento so dirvi le mie coordinate sul pianeta. Utilizzo il VHF invece del telefono cellulare. Sono praticamente sempre scalza. Il pane lo metto a lievitare sul motore caldo. Il mio fornello dondola. Le bucce e i torsoli a casa mia volano fuori dalla finestra. Anche il mio guardaroba si è ridimensionato moltissimo. Ora posso lavare tutti i miei vestiti in una sola lavatrice (se la trovo a riva, altrimenti lavo a mano). E le mie "scarpe" si sono ridotte a solo quattro paia: sandali, crocs, stivali di gomma e ovviamente... pinne!


 
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